Chi sono Io?

Chi sono Io?
la via della meditazione e dell'Intensivo di Illuminazione

04 novembre 2016

Lascia andare

Ogni esperienza che arriva, vivila e lasciala andare.
So che non è facile; l'ego ama tenere le cose. Elabora, comprende, cataloga, archivia... tutto deve essere tenuto, nulla perso. Noi siamo la somma di tutto ciò che abbiamo con noi... Questo da sicurezza ma imprigiona.

Ma c'è un altro modo di esistere e di vivere, ed è quello di fluire con i movimenti della vita. Tutto passa attraverso di noi, ma non si ferma. Produce il suo effetto e ci lascia. E noi lo lasciamo andare...

Allora siamo sempre pronti per ciò che giunge, il nuovo, sempre orientati in avanti, nell'immediato futuro che diviene presente.
Il futuro arriva solo se c'è lo spazio dentro di noi per accoglierlo. Se stiamo ancora elaborando il passato non c'è spazio e nulla di nuovo giunge. Siamo fermi a guardare indietro.

Vivi le esperienze della vita e lasciale andare. Vivi leggero. Vivi libero.

02 novembre 2016

un vuoto che consuma

Nei momenti di meditazione più profonda vengo preso da un 'vuoto' che consuma.
Questo vuoto va al di là di ogni descrizione, di ogni parola. Dico 'vuoto' perchè è l'unica qualità che colgo.
Vengo preso con un forza a cui non posso resistere. 'Rapito' è un'altra parola che mi risuona, così come 'risucchiato'.
Non ho paura ma rimango impressionato dalla forza di questo vuoto che dissolve tutto. Mi sento consumare dentro, perdere ciò che è 'me'. Non posso sottrarmi. Il tempo passa, a volte ore intere, mentre lentamente questo vuoto mi consuma. E non mi lascia tregua: è un consumarsi intenso e continuo, come la fiamma di una candela.

Poi, senza che nulla di particolare accada, all'improvviso questo vuoto lascia la sua presa e  riemergo in superficie. Mi rendo conto che il tempo è passato e che non ci sono stato. Ero tutto in un'altra dimensione.
Mi ritrovo, ma non tutto. Qualcosa di me non c'è più. Non so dire cosa, ma la sensazione è chiara. Il vuoto si è preso una parte di me.
Apro gli occhi, mi metto in movimento e torno alla vita ordinaria, ma la sensazione rimane. Sono meno 'me', il vuoto ha consumato una parte di me. Ciò che rimane prosegue il suo esistere, ma mi è chiaro che ogni volta che il vuoto mi prende qualcosa di me viene consumato e ciò che rimane è sempre meno. Proseguo con la consapevolezza che un giorno non rimarrà più nulla.

16 ottobre 2016

Tutto accade senza di me e nulla accade.

La percezione è precisa: tutto accade senza di me.
C'è un 'io che vorrebbe sentirsi protagonista, vorrebbe stare nella scena, ma ha le gambe fragili e non sta in piedi.
Sono così abituato alla sensazione di esserci, di stare dentro le scene percepite dai sensi, che quasi mi blocco in questa nuova percezione che non c'è nessun io presente e che la realtà si manifesta da sola.

Ancora un passo indietro. Quale realtà? Non c'è un 'io' protagonista, nemmeno un 'io' che osserva. La 'realtà' cade anch'essa. 

Non rimane nulla e neppure accade nulla. Nulla è mai accaduto e nulla accadrà.

28 settembre 2016

L'assorbimento nel Sé

Perché avvenga è necessario conoscere il Sé.
Diversamente la persona è identificata nel proprio io mentale e completamente presa dalle impressioni della mente. Anche se ha la sensazione di guidare lei, è la mente e i sensi che comandano. Basta vedere con il cibo, il sesso e i piaceri in generale.
La conoscenza del Sé è in verità un'esperienza diretta e in prima persona. La parola 'conoscenza ' è impropria perchè il Sé va sperimentato direttamente. La meditazione è la strada maestra ma questa esperienza può accadere anche spontaneamente.
Una volta conosciuto il Sè inizia il vero assorbimento. L'immagine rende bene ciò che avviene. La persona rimane ferma nel Sé e lascia andare tutto il resto. Inizialmente i film della mente sono ancora molto forti, ma via via che si prosegue diventano sempre più leggeri, fino a scomparire del tutto.
Allora rimane solo il Sè e l'assorbimento è completo.
A quel punto, per usare un'immagine spirituale, si è nelle mani di Dio.
Questo assorbimento, come dice il termine, assorbe ogni impressione mentale, e alla fine la mente implode in se stessa, come una stella che si trasforma in un buco nero.
Il processo è lungo e può non bastare una vita, ma se arriva fino in fondo ciò che rimane è solo Dio, l'Assoluto increato, la Perfezione della forma umana.

19 settembre 2016

Quando dimoro nel Sé trovo la pace

Quando dimoro nel sé non ci sono tensioni, affanni, pensieri o preoccupazioni. Trovo solo pace e silenzio.
Non è facile rimanere nel Sé perchè la mente è affamata di stimoli e i sensi vogliono proiettarsi fuori.
E' una disciplina, un tornare indietro ogniqualvolta ci si accorge di essersi persi nel fuori.
Nel mondo non c'è nulla che possa darci pace e serenità. La mente e i sensi per loro natura sono irrequieti e agitati. E' solo rinunciando a seguirli che trovo la vera pace.

Dimorando nel Sé la vita diventa semplice. Si persegue solo ciò che è essenziale e vero, mentre le illusioni cadono una dopo l'altra perchè vengono svuotate da un valore che comunque non hanno mai avuto.