Chi sono Io?

Chi sono Io?
la via della meditazione e dell'Intensivo di Illuminazione

18 gennaio 2017

E' tutto tuo.

Questa mattina in meditazione è apparsa chiara la domanda:
Quanto sono disposto a lasciare che il Movimento mi porti dove mi deve portare?
Ho subito sentito degli attaccamenti, cose che non ero disposto a lasciare andare, a perdere.

Ho lasciato e ho detto:
E' tutto tuo

E' sempre e tutto una questione di attaccamenti, ciò che non siamo disposti a perdere, a lasciare andare. Tratteniamo nella convinzione illusoria della sopravvivenza di questo 'io'. Tratteniamo pensando che queste cose siano nostre, ci appartengano, quando in verità non possediamo nulla.
Lasciamo andare e il Movimento divino ci porta là dove dobbiamo andare. E tutto avviene in modo molto meno drammatico di quanto ci eravamo configurati.

Lascio andare e mi sento subito leggero come una piuma, come un fiore che dalle mie mani torna al suo vero proprietario.
E' tutto tuo. Mi approprio di ciò che non mi appartiene, e ora te lo restituisco.

12 dicembre 2016

Oltre l'Orizzonte della Coscienza

La fisica del buchi neri ci dice che oltre il loro orizzonte nulla può più sfuggire. Se lo superiamo veniamo irrimediabilmente attratti verso il centro, e questo centro è un vuoto assoluto.
Così è per la coscienza. Oltre un certo orizzonte essa precipita nel Vuoto. Di quà dall'orizzonte esiste la manifestazione come proiezione della coscienza stessa, così come la luce illumina la pellicola dentro un proiettore e fa apparire un film o una foto.
Ma se la coscienza si rivolge oltre questo orizzonte vede il Vuoto e ne viene assorbita completamente, annullando ogni manifestazione, ogni percezione, ogni forma di esistenza.

Questa mattina ho chiuso gli occhi. Per un certo tempo ho osservato la manifestazione sfilare di fronte alla coscienza. Poi è accaduto. Al di là di quell'orizzonte il Vuoto e tutto precipita. Tutto scompare... spazio, tempo, esistenza... ciò che varca quell'orizzonte non può più tornare indietro.
Eppure, per ragioni misteriose ad un certo punto ritorno... qualcosa torna così come qualcosa è rimasto là nel Vuoto. Ogni volta torna qualcosa di meno, il Vuoto si è preso un granello infinitesimale di 'me'; questo 'io' perde sostanza.

So che arriverà un giorno in cui non tornerà indietro nulla.

04 novembre 2016

Lascia andare

Ogni esperienza che arriva, vivila e lasciala andare.
So che non è facile; l'ego ama tenere le cose. Elabora, comprende, cataloga, archivia... tutto deve essere tenuto, nulla perso. Noi siamo la somma di tutto ciò che abbiamo con noi... Questo da sicurezza ma imprigiona.

Ma c'è un altro modo di esistere e di vivere, ed è quello di fluire con i movimenti della vita. Tutto passa attraverso di noi, ma non si ferma. Produce il suo effetto e ci lascia. E noi lo lasciamo andare...

Allora siamo sempre pronti per ciò che giunge, il nuovo, sempre orientati in avanti, nell'immediato futuro che diviene presente.
Il futuro arriva solo se c'è lo spazio dentro di noi per accoglierlo. Se stiamo ancora elaborando il passato non c'è spazio e nulla di nuovo giunge. Siamo fermi a guardare indietro.

Vivi le esperienze della vita e lasciale andare. Vivi leggero. Vivi libero.

02 novembre 2016

un vuoto che consuma

Nei momenti di meditazione più profonda vengo preso da un 'vuoto' che consuma.
Questo vuoto va al di là di ogni descrizione, di ogni parola. Dico 'vuoto' perchè è l'unica qualità che colgo.
Vengo preso con un forza a cui non posso resistere. 'Rapito' è un'altra parola che mi risuona, così come 'risucchiato'.
Non ho paura ma rimango impressionato dalla forza di questo vuoto che dissolve tutto. Mi sento consumare dentro, perdere ciò che è 'me'. Non posso sottrarmi. Il tempo passa, a volte ore intere, mentre lentamente questo vuoto mi consuma. E non mi lascia tregua: è un consumarsi intenso e continuo, come la fiamma di una candela.

Poi, senza che nulla di particolare accada, all'improvviso questo vuoto lascia la sua presa e  riemergo in superficie. Mi rendo conto che il tempo è passato e che non ci sono stato. Ero tutto in un'altra dimensione.
Mi ritrovo, ma non tutto. Qualcosa di me non c'è più. Non so dire cosa, ma la sensazione è chiara. Il vuoto si è preso una parte di me.
Apro gli occhi, mi metto in movimento e torno alla vita ordinaria, ma la sensazione rimane. Sono meno 'me', il vuoto ha consumato una parte di me. Ciò che rimane prosegue il suo esistere, ma mi è chiaro che ogni volta che il vuoto mi prende qualcosa di me viene consumato e ciò che rimane è sempre meno. Proseguo con la consapevolezza che un giorno non rimarrà più nulla.

16 ottobre 2016

Tutto accade senza di me e nulla accade.

La percezione è precisa: tutto accade senza di me.
C'è un 'io che vorrebbe sentirsi protagonista, vorrebbe stare nella scena, ma ha le gambe fragili e non sta in piedi.
Sono così abituato alla sensazione di esserci, di stare dentro le scene percepite dai sensi, che quasi mi blocco in questa nuova percezione che non c'è nessun io presente e che la realtà si manifesta da sola.

Ancora un passo indietro. Quale realtà? Non c'è un 'io' protagonista, nemmeno un 'io' che osserva. La 'realtà' cade anch'essa. 

Non rimane nulla e neppure accade nulla. Nulla è mai accaduto e nulla accadrà.